danza

08/07/2018
22:00
Rocca di Montestaffoli
San Gimignano

EGON

VERSILIADANZA
coreografia e interpretazione Leonardo Diana
scenografie virtuali PROFORMA - Nicola Buttari, Martino Chiti
musica Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio
organizzazione Filippo Figone
Produzione Versiliadanza 2017
con il sostegno di MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze e la collaborazione dI Teatro Cantiere Florida di Firenze, Armunia / Festival InequilibriO, Deutsches Institut di Firenze

Egon – Site Specific è un progetto multidisciplinare incentrato sulla poetica dei pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele, nella Vienna a cavallo del primo '900. Il lavoro vede impegnato un danzatore, due musicisti e un video artista che hanno elaborato un linguaggio interconnesso tra le diverse discipline. Lo spettacolo si sviluppa nella relazione tra corpo, gesto e nuove tecnologie (in particolare nella musica, nel video e nell’utilizzo di software interattivi). Un lavoro nato riflettendo sul periodo della “grande Vienna”, definita dal neuroscienziato e premio Nobel per la medicina Erik Kandel come “l’età dell’inconscio”, dove rilevante era la relazione tra le arti e le scienze. Egon, è una performance che vuole ricreare l’aura che circonda le vite di Klimt e Schiele e i paradigmi estetici e filosofici, al tempo rivoluzionari, che sono riusciti a condensare, rappresentare e imporre. Una ricerca ispirata alle intenzioni dei due artisti di voler rappresentare tabù e archetipi, realtà rimosse e nascoste, attraverso simboli e figure, colori, gesti ed espressioni; corpi astratti dai propri contesti, che mostrano le loro ambiguità, figli delle contraddizioni della società nella quale sono costretti a vivere, oggi come allora. La loro riconsiderazione del femminile, l’utilizzo del nudo, la continua riflessione sulla sessualità e la sua influenza sulla psiche. Poetiche vicine quindi, per realizzare un’arte che in quanto tale aspirava ad essere eterna e soprattutto libera, incentrata sulla ricerca di un’introspezione psicologica comunicata ed espressa attraverso il corpo. Ma anche visioni contrastanti, quelle dei due artisti, nella rappresentazione del corpo. In Schiele, ossessionato da sé stesso e dall’autoritratto, emergono figure contorte e asimmetriche, scosse dal disagio interiore e come preda di spasmi e convulsioni, di impulsi incontrollabili coscientemente, afflitte da un horror vacui a causa dello spazio privo di punti di riferimento in cui si trovano. Lo sviluppo della coreografia si muove tra conflitti e opposizioni, generati da dicotomie e binomi come eros e thanatos, apollineo e dionisiaco, simmetria e asimmetria, identità e doppio, riconoscimento e spaesamento.