TEATRO

6 Luglio 2017
21:00
PIAZZA S. AGOSTINO
San Gimignano
spettacolo vincitore STAZIONI DI EMERGENZA - Atto VI

MADAME BOVARY

STRUTTURE PRIMARIE
scritto e diretto da Luciano Colavero
con Chiara Favero
scenografa Alberto Favretto, Marcello Colavero
suono Michele Gasparini
luci Elisa Bortolussi
costumi Stefania Cempini
produzione Strutture Primarie
powered by SMartIt

Quando immagino Madame Bovary vedo una donna che ha fame, vedo una donna drogata di desiderio. La sua droga non sono gli oggetti, la sua droga è l’immagine, la visione, il sogno di ciò che non possiede. Lei vede qualcosa che non ha, lo desidera e corre. Se può permettersi di comprarlo lo compra. Se non se lo può permettere s’indebita e lo compra lo stesso. Se non può comprarlo, neanche indebitandosi fino al collo, si ammala di desiderio e d’invidia. Il desiderio l’avvelena, ma nello stesso tempo la rende viva. Lei vuole l’impossibile e questo la rende viva, perché i desideri realizzati sono desideri morti. Perché soltanto l’impossibile è degno di essere desiderato. Emma entra correndo. Correndo su una pedana, un corridoio, un confine, una lama di rasoio, una passerella, un trampolino, un luogo da cui spiccare il volo, una fessura, uno strappo, un taglio attraverso cui infilarsi e scivolare via. Su quella linea retta, senza possibilità di fuga, percorre la vita che le rimane. Avanti e indietro. Fino alla fine. Mentre le mosche ronzano. Mentre Charles, forse, l’ascolta “dall’altra stanza”, senza fare niente. Mentre io la guardo dal buio della sala, insieme agli altri spettatori, senza fare niente. La guardo mentre la fa finita. La guardo mentre finisce di farla finita. Fino all’ultimo battito del suo cuore.